CHI SIAMO

La storia della Compagnia

L’Associazione “Amici del Teatro” di Nicolosi nasce nell’anno 1971 per iniziativa di un gruppo di amici che condividevano la medesima passione per il teatro, incoraggiati, sollecitati e diretti da Giacomo Antoci che, pervaso dalla stessa passione e portatore di una sua esperienza scenica, costituì il punto di riferimento ed il giusto collante per la nascente Compagnia.
Giacomo Antoci in seguito, prematuramente, ci ha lasciati, ma l’impronta di passione, sacrificio, impegno e volontarietà da profondere in questo “mestiere” che ci ha trasmesso, informa tuttora l’azione degli “Amici del Teatro”.
Quasi 50 anni di attività già trascorsi, hanno permesso a centinaia di giovani e meno giovani di sperimentare frequentazioni teatrali di vario genere. Dal debutto con il “Berretto a sonagli” di Pirandello all’attuale cartellone , tanta strada è stata percorsa con una costante crescita artistica, ma anche culturale e sociale, che ha consentito il nascere di tanti bravi attori, attrici e autori, nonché di tecnici che, specie nel campo della ideazione e realizzazione delle scenografie, hanno raggiunto notevoli professionalità.
I vari premi assegnati in manifestazioni regionali e nazionali sono una testimonianza della validità artistica della Compagnia.
Tanti gli autori rappresentati, dai grandi siciliani Verga, Pirandello e Martoglio, all’altrettanto grande Eduardo De Filippo per le cui opere la Compagnia ha sempre mostrato una particolare predilezione. Senza, però, tralasciare altri autori contemporanei italiani (es. Pippo Spampinato, Nino Mignemi, Renato Fidone, Vittorio Bruno, Samy Fayad, Toni Musumeci, Carlo Mangiù) e stranieri (Arthur Miller, Andrè Roussin, Angel Guimerà).
Ma siccome, come dice Eduardo De Filippo, “gli esami non finiscono mai”, si va avanti alla ricerca di altre opere da mettere in scena, di altri personaggi da interpretare che ci consentano di praticare il nostro “mestiere” di “venditori di emozioni”.

Al nostro Maestro...

Quannu perdi n’amicu

di Nino Bonanno

Quannu perdi n’amicu,

si fermunu i paroli,

s’affuddunu i riordi,

si dumanna unni haiu sbagghiatu,

si puteva fari e non fici,

si puteva dirici e non ci dissi,

sì mi pirdunava mancanzi mai fatti,

si vuleva parrari e n’oscutai,

si ora ci vulissi parrari?……

quannu si perdi n’amicu

si porta n’ ­­pezzu di la to’ vita……